Don Ariel Veloz: «In Cattedrale e al Sacro Cuore con la speranza e la gioia del Vangelo»

Le prime parole del nuovo parroco tornato a Macerata dopo i sei anni a Passo di Treia

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«Don Ariel Valentin Veloz Mendez è il nuovo parroco di San Giuliano e del Sacro Cuore di Macerata». L’ufficialità è giunta durante l’omelia pronunciata da mons. Nazzareno Marconi, in occasione della Messa per il Santo Patrono (celebrata allo Sferisterio, a seguito dei danni causati dal recente terremoto), il 31 agosto scorso (leggi qui i passaggi salienti dell’omelia del Vescovo di Macerata).

Don Ariel Veloz, tra i nuovi parroci nominati a Macerata
Don Ariel Veloz, tra i nuovi parroci nominati a Macerata

La celebrazione di un altro importante Patrono, san Benedetto da Norcia, protettore dell’Europa, era stato scelto dal sacerdote giunto da Santo Domingo per congedarsi, l’11 luglio, dalla comunità guidata fino a ora: quella di Passo di Treia. Un paese “amato” e che ha ricambiato con affetto sincero l’impegno pastorale profuso per quasi dieci anni (tre da vice parroco) da don Ariel (leggi qui l’articolo).

«Un cambiamento comporta sempre anche un po’ di naturale preoccupazione – ha confidato il parroco nell’intervista concessa a Piero Paoletti per i microfoni di Radio Nuova Macerata, dovuta anche al fatto di dover salutare un luogo in cui mi trovavo molto bene. Nell’obbedienza, ho appreso poi di questa nuova responsabilità che il Vescovo ha deciso di assegnarmi: un impegno importante che affronterò con il sorriso che mi caratterizza, manifestando l’allegria e la gioia della fede e dell’incontro con Gesù e con il Vangelo».

Molte le domande che don Ariel pone a se stesso («Come verrò accolto?», «Cosa dovrò affrontare?»), testimonianza delle qualità del sacerdote, pronto ad ascoltare le esigenze della sua comunità non con il “bastone del comando” ma con l’abbraccio della misericordia: «Subito ho avuto una buona accoglienza e sono molto più sereno – ha aggiunto -, il mio desiderio è che le persone possano conoscere il Signore e sperimentare come avere fede sia bello e vivere in una comunità cristiana porti gioia. Il resto lo lasciamo a Dio: noi siamo soltanto suoi servi, con le nostre debolezze e i nostri peccati. Spero, perciò, di essere all’altezza di questo compito».

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Don Ariel, insieme ai parrocchiani del Sacro Cuore, alla festa delle “canestrelle” di domenica scorsa

Un messaggio particolare don Ariel lo rivolge, poi, direttamente ai giovani: «Spero di lavorare in comunione con i giovani della parrocchia. In questi anni ho sperimentato come le nuove generazioni non abbiano bisogno di qualcuno che li giudichi o che li cacci dalla Chiesa, ma di testimoni che possano farli sentire amati e far capire loro come la fede non sia qualcosa da “Medioevo”, antica – ha continuato -, ma sia di concreta attualità nella loro e nella vita d’ognuno».

La coincidenza vuole che una data sia davvero importante per le due realtà, tra passato e presente, vicine al parroco: l’8 settembre si celebra, infatti, la festa della Madonna del Ponte di Passo di Treia (leggi qui l’articolo di Ivano Palmucci), e si conclude la festa delle Casette (leggi qui l’articolo), con la Messa al Sacro Cuore, alle 18.30 (prevista inizialmente allo Sferisterio ma spostata date le avverse condizioni meteo). La prima volta per il sacerdote all’evento più importante per la comunità: «I miei sentimenti sono un misto di paura, tristezza, nel ricordo degli anni vissuti a Passo di Treia; ma soprattutto di speranza, con la quale mi appresto a muovere in miei primi passi in questo nuovo compito».

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