Vittorio Sgarbi e l’equivoco della Maddalena

Inaugurata il 3 settembre, la mostra "La Maddalena, tra peccato e penitenza" è ospitata al Palazzo Apostolico di Loreto fino all'8 gennaio

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La Maddalena come punto di riferimento della donna nella storia dell’arte tra la “voluttà” e la “seduzione” che, secondo Vittorio Sgarbi, ne caratterizzano l’iconografia. Una figura che si affianca alla “dimensione spirituale” di Maria: due modi di essere donna, ugualmente ai piedi della croce ma con esperienze diametralmente opposte. Oltre 50 opere, da Simone Martini a Orazio Gentileschi, da Carlo Crivelli ad Antonio Canova, sono l’oggetto di un viaggio emozionale ed emozionante proposto dal critico d’arte sulla Santa. Inaugurata sabato 3 settembre, la mostra La Maddalena, tra peccato e penitenza è ospitata presso il Palazzo Apostolico di Loreto, all’interno del Museo Antico Tesoro della Santa Casa, fino al prossimo 8 gennaio.

RIL_2719Il progetto rientra nella Grandi Mostre del Giubileo 2016 promosse dalla Regione Marche, in collaborazione con la Conferenza Episcopale Marchigiana (CEM), la Prelatura Territoriale della Santa Casa di Loreto, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, l’Anci Marche, il Comune di Loreto, la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù e Artifex.

Maria di Magdala non è mai citata nei Vangeli come una peccatrice – ha affermato mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo di Loreto, durante la conferenza di presentazione -, vi è dunque una discrepanza tra Vangelo e iconografia, tanto che questa immagine è stata trasmessa fino a diventare leggenda, probabilmente confondendo le diverse Maria citate nei testi, fino alla sovrapposizione con Maria Egiziaca, eremita e penitente”. Tuttavia, secondo l’Arcivescovo, ciò non toglie nulla alla bellezza e all’importanza di una mostra e alla celebrazione di una Santa “di cui papa Francesco ha voluto elevare la memoria liturgica con una festa, dichiarandola Apostola tra gli Apostoli, perché portatrice del messaggio della resurrezione”.

RIL_2739Tra i presenti anche l’assessore regionale Moreno Pieroni, il quale ha posto l’accento sull’importanza di “portare turisti nelle Marche anche durante il periodo autunnale, allo scopo di risollevarci, attraverso la Cultura e il Turismo, da tragedie come il terremoto”. L’ultima esposizione nazionale dedicata alla Maddalena risale, infatti, a trenta anni fa, a Firenze (a Palazzo Pitti, nel 1986, curata da Marilena Mosco, ndr), il che rafforza il messaggio di un sistema integrato “che sia percepito come destinazione turistico-culturale d’eccellenza”.

Seguendo le parole di mons. Tonucci, Sgarbi ha sottolineato come la mostra possa essere anche definita “dell’equivoco”: “Ideando questa esposizione – ha aggiunto il critico -, tuttavia, ci siamo attenuti alla versione di papa Gregorio Magno che, nel 591, identificò la Maddalena con la peccatrice. Una figura molto umana, corporea e comunque essenziale nella vita di Gesù Cristo, del quale si trova spesso ai piedi, come nella Crocifissione, gridando il suo dolore”.

RIL_2734La scelta delle opere è rappresentativa della varietà con la quale gli artisti hanno affrontato il “tema” della Santa durante i secoli (consulta qui il catalogo completo). Tra questi, Sgarbi si sofferma, ma è soltanto uno tra i tanti esempi possibili grazia alla mostra, sulla bellezza “maliziosa e provocante” dipinta da Carlo Crivelli per Montefiore dell’Aso nei primi anni Settanta del Quattrocento. “Crivelli dipinge una donna che cattura con lo sguardo fatale, elegantissima e determinata: il suo profilo è quello della medaglia, con una sfinita eleganza che annuncia il linguaggio dei Preraffaelliti e perfino di Gustav Klimt”. Un secolo dopo è Tiziano (1533) a catturare l’attitudine al pentimento della Santa: “La Maddalena è elegantissima, con gli occhi rivolti al cielo, arrossati per il lungo e disperato pianto – continua Sgarbi -, accentuando quasi un patetismo forzato”.

“La Maddalena, tra peccato e penitenza” è la quarta tra le grandi mostre organizzate dalla Regione per il Giubileo della Misericordia, con un grande successo in termini di partecipazione: San Francesco (Ascoli Piceno), 16.200 visitatori; Le stanze segrete di Sgarbi (Osimo), 35mila presenze (ancora in corso); Bruno Mangiaterra (Ancona, Mole) aperta il 2 settembre e Giornata della Gioventù a Cracovia (Senigallia) con apertura a ottobre.

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Ascolta l’intervista concessa a Radio Nuova Macerata:

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