Sarà il selfie per la storia della ricostruzione dell’Ascolano. Quello tra l’ing. Cesare Spuri, maceratese, capo della Protezione civile delle Marche e la dott.ssa Maria Teresa Mita, leccese, segretario comunale di Arquata del Tronto.

“Diciannove anni abbiamo lavorato insieme: lei era da appena un mese a Serravalle del Chienti, epicentro del sisma umbro-marchigiano, in quel settembre del ‘97. Quando ci siamo rivisti in quella parte dell’Ascolano distrutta, quasi non credevamo ai nostri occhi: ci siamo commossi. Ci rivedremo presto alla riapertura della sede comunale presso la Casa dell’Ente Parco: una foto fisserà quel momento. E sarà, sono sicuro, uno dei più cari ricordi di questa nuova, drammatica esperienza cui siamo chiamati” dice l’ingegnere maceratese, passato dalla Provincia (dov’era capo del Personale) alla Regione giusto il tempo per assumere la pesante responsabilità della protezione civile e l’eredità di Roberto Orefici, di cui Spuri dichiara voler seguire l’esempio.

Della dott.ssa Mita, l’ex sindaco “del terremoto” Venanzo Ronchetti (sulla sua esperienza ha dedicato un libro Il ragazzo e l’altopiano, Ilari editore) ricorda: “Ha fatto un lavoro enorme, le dobbiamo tanto”. A Serravalle, lasciato dodici anni fa, Maria Teresa conserva ancora amicizie: tante telefonate. “Era in ferie: è tornata subito al posto di lavoro, a quel fronte terribile che lei conosce bene” dice ancora Ronchetti “Presto le telefonerò per esprimere la solidarietà dei serravallesi ai fatelli di Arquata. So già che quando la sentirò, non potrò trattenere le lacrime al ricordo di tante difficoltà superate anche e soprattutto grazie a lei!”.

Intanto col suo ex presidente (riconfermato) in Provincia, Spuri si rivede domani mattina: Antonio Pettinari è stato infatti convocato a Castelsantangelo sul Nera con i 57 sindaci maceratesi in un summit con l’assessore regionale Sciapichetti. “A Castelsantangelo –spiega- perché è il comune che ha subito i maggiori danni”.

Cosa vi proponete da quetso primo incontro?
“Mostrare di esserci. Importante la strategia dell’ascolto: criticità, acuzie e consigli per la riorganizzazione. Due decenni non sono trascorsi invano, alcune procedure per la richiesta di aiuti e la segnalazione dei danni sono inevitabilmente cambiate”.

Il Modello Marche resta valido?
“Assolutamente si!. In particolare è necessario: la scelta delle persone giuste; la vicinanza delle istituzioni al territorio; vigilanza ed attenzione massime. Vuol sapere cosa ha detto a proposito del Modello Marche, il procuratore di Rieti, Saieva? Che si è evitata nella regione l’infiltrazione della malavita organizzata nella ricostruzione degli edifici privati”.

Tuttavia, il premier Renzi ha dimenticato le Marche nella sua enews alle popolazioni colpite dal sisma: “La storia italiana consegna pagine negative nella gestione del dopo terremoto, come l’Irpinia, ma anche esempi positivi. Su tutti il Friuli del 1976, certo ma anche l’Umbria di vent’anni fa”. Ha ricordato pure come esempio virtuoso anche l’Emilia-Romagna, ma nessun cenno alle Marche. Eppure in quella occasione fu da noi, come boy scout¨ lo ha ricordato all’inaugurazione della superstrada, un mese fa..

“Noi siamo abituati a lavorare duro senza medaglie: per i marchigiani contano i fatti. Dunque accompagnerò il sindaco di Arquata in centri come Belvedere (Fabriano) e Serravalle di Chienti (Macerata) per fargli vedere come la ricostruzione sia possibile: efficace e rapida”.

Diciannove anni fa, per mesi e mesi, Lei ing. Spuri, da Macerata ogni mattina raggiungeva Muccia: era ogni volta full immersion con i problemi di un territorio ancora sotto choc…
“Adesso il mio percorso quotidiano è più lungo: raggiunge Arquata, Acquasanta, Montegallo e il quartier generale di Rieti. Il contatto è continuo e forte con il Dipartimento nazionale di Protezione civile con a capo l’ingegner Fabrizio Curcio e col Dicomac (Direzione. Comando e Controllo) diretto da Titti Postiglione. Siamo in buone mani e il nostro lavoro è molto apprezzato. Il Palazzo, come nel ’97, è ancora nel territorio, tra la gente”.

Ed oggi…
“… viene deliberata l’istituzione dell’ufficio distaccato del CCR (Centro coordinamento regionale) di Arquata. La sede è a Camerino, ospite di Unicam, nei pressi del Contram. Qui già esiste un immobile a disposizione della Regione come centro di monitoraggio del clima. Ci sono attualmente venti operatori: previsto a breve un incremento. Dalla prossima settimana quando il centro diverrà operativo come concreto riferimento per tutti quei comuni maceratesi che hanno subito danni e lamentano cittadini senza un tetto: 885” (non Serravalle, sottolinea con orgoglio in proposito, l’ex sindaco Ronchetti ndr)”.

Lei è stato il direttore dei Com di Muccia (poi di Fabriano): la sede fu scelta strategicamente perché posta in pianura e dunque facilmente accessibile rispetto a Serravalla. Stavolta si dovrà risalire il colle, eppure c’erano una superstrada ed uno svincolo nuovi di zecca…
“Vero. Ma, nel ’97, nel Maceratese epicentro del terremoto, i problemi erano tanto gravi. Teniamo presente che all’interno del distaccamento camerunese del CCR che è delegato alla valutazione del danno e al rischio sismico ci sono Regione, Protezione Civile (con le squadre addette al rilevamento, la Logistica) Anas, Prefettura, Telecom…”.

E’ l’ultima risposta, col cuore in gola, di un’intervista concessa nell’arco di una giornata intera tra una riunione e l’altra, spesso interrotta lungo il tratto Ancona – Rieti passando infine laddove non c’è più nulla, solo la speranza. “Lo detto a tutti. Non disperate. La ricostruzione è un sogno che s’è già avverato nelle Marche” dice l’Ingegner Spuri, lo Specialista. Due terremoti: possono bastare per una vita sola ed un’esperienza unica.

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