Un’esperienza straordinaria, proprio nel senso di “fuori dall’ordinario”: tale è stato quest’anno il campo scuola diocesano di Azione Cattolica per i ragazzi dal 1° al 3° superiore che ha avuto luogo nella suggestiva cornice del Centro Giovanni Paolo II di Montorso.

Dal 19 al 26 agosto infatti i giovani maceratesi, sotto la guida di don Luca Beccacece, don Giacomo Pompei, e gli educatori, sono stati invitati a donare tempo, braccia, generosità, sorrisi, e molto altro in varie realtà limitrofe. Divisi in 4 gruppi, i partecipanti si sono alternati tra l’Istituto Salesiano Madonna di Loreto, la “Casa di Santa Maria della Divina Provvidenza” dell’Opera don Guanella (sempre a Loreto), il convento dei Frati Cappuccini di Recanati e l’Hotel House di Porto Recanati.

Nella casa salesiana si è sperimentato il sudore della fronte, con il lavoro dentro e fuori l’edificio, mentre nella casa accanto, quella dove sono le Suore della Divina Provvidenza, i ragazzi hanno fatto compagnia alle circa 50 donne ospiti della casa, tutte con varie insufficienze mentali, aiutandole nel disegnare, colorare e recitare in alcune scenette. Nel convento dei frati a Recanati invece i nostri giovani sono stati sensibilizzati sulle varie missioni attive in Africa, quelle in Etiopia e Benin, e più in generale sulle condizioni di estrema povertà che in quei luoghi ancora si vive. Infine, l’esperienza dell’Hotel House è stata quella di far giocare e divertire i tantissimi bambini presenti, figli delle varie famiglie che abitano nel grande edificio sulla costa.

Questi servizi hanno riguardato la mattina, mentre nel pomeriggio, sempre divisi in gruppi, i ragazzi hanno riflettuto e condiviso le loro impressioni sulla loro attività mattutina, tempo questo, che introduceva lo sviluppo del tema del campo, intitolato quest’anno “Miseri – Cor – Dare”.

Nei primi 3 giorni ognuno si è confrontato con la proprie miseria che, affidata al Signore, può diventare ricchezza, capendo che è proprio la miseria che ci rende preziosi agli occhi di Dio. Poi la riflessione si è incentrata sul proprio cuore: è umile? È povero, o ricco? E se ricco, di cosa? C’è spazio per accogliere l’altro? Tutti questi interrogativi hanno accompagnato i ragazzi verso l’ultimo step: il “dare”, nel quale i ragazzi, proprio grazie ai servizi svolti, e ai gesti d’affetto donati, hanno sperimentato sulla loro pelle che “c’è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20, 35).

Significativo è stato anche il pellegrinaggio dal Centro GP II alla Santa Casa, dove i ragazzi hanno ricevuto il sacramento della riconciliazione, per poi attraversare la Porta Santa e pregare per qualche istante in silenzio nel luogo del “Sì”. Senza dubbio è stato un tempo di grazia che i giovani maceratesi, per loro stessa ammissione durante la condivisione della serata finale, porteranno per sempre nel loro cuore, ora perdonato e pronto per donare.

Campo Scuola Ragazzi Di Azione Cattolica

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