Sisma/33 L’appello delle Clarisse di Camerino

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«I danni del terremoto ci hanno colpito in modo grave, così come in tutta Camerino, anche se la Tv e gli altri mezzi di comunicazione ne hanno dato poco conto, come è ovvio in questo momento. In effetti, quel che è successo a noi non è niente in confronto alla perdita di vita, di case e paesi interi distrutti, ma è pur vero che la nostra chiesa è stata dichiarata inagibile, così come tre quarti del monastero! Anche la casa di accoglienza non può essere utilizzata». È la testimonianza delle Clarisse che vivono nel monastero di Santa Chiara a Camerino, affidata a una mail.

«Noi, per il momento – scrivono le religiose -, ci siamo spostate tutte in una parte del monastero, quella meno pericolosa, e stiamo nuovamente adattando come luogo per le celebrazioni il Salone della Crocifissione, attualmente usato come parlatorio per i gruppi». “Stiamo cercando di vivere tutto – raccontano – nella fede e nell’abbandono più totale, compresa la situazione sempre grave della nostra madre Chiara Laura che dovrà essere rioperata alla colonna vertebrale, perché da alcuni mesi vive sempre a letto con grandi dolori. A causa di questa nuova situazione siamo costrette anche a rinviare l’intervento perché non avremmo nemmeno le forze per affrontarlo. Il nostro grazie – lo diciamo come testimonianza – va alle Sorelle di S. Severino Marche che non ci fanno mai mancare il loro aiuto e il loro sostegno».

Le religiose – che già sperimentarono il terremoto del 1997 – confessano di essere «molto stanche e provate nel corpo e nello spirito» per un evento che è quasi «misteriosamente incomprensibile», nonché esprimono preoccupazione sul fronte economico «perché, se nel 2000 c’erano i fondi dello Stato per la zona di Camerino, ora sicuramente dovremo affrontare tutto da sole, e la nostra povertà è davvero grande con la sola entrata della pensione minima di suor Chiara Agostina e suor M. Vittoria e le offerte della gente con le quali paghiamo le bollette, medicine e poco più. Per non dire che ancora dobbiamo finire di pagare i debiti per il lavori della precedente ricostruzione». Per chi volesse informazioni o garantire un sostegno, questa la mail di riferimento: info@clarissecamerino.it.

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