«Nel cuore della Chiesa, per la vita del mondo»: questo è il tema dell’Incontro Nazionale dell’Ordo Virginum delle diocesi italiane, tenutosi presso l’accogliente Fraterna Domus di Sacrofano (Rm) dal 25 al 28 agosto. Queste parole, ispirate alla Costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, sintetizzano efficacemente la presenza e il carisma dell’Ordo Virginum, un’esperienza di vita consacrata che affonda le sue radici agli albori del Cristianesimo e ha attraversato i secoli mantenendo la freschezza e l’essenzialità delle origini.

Sponsalità con Cristo, diocesanità e presenza nel mondo sono i tratti caratteristici di questa vocazione, fiorita in ben 117 diocesi italiane con il dono di circa 700 vergini, che hanno emesso nelle mani del Vescovo diocesano il proposito di seguire Cristo Sposo nell’ordinarietà di una vita intessuta di lavoro, di relazioni sociali ed ecclesiali. L’incontro è stato un’occasione preziosa per approfondire il significato della presenza della vergine consacrata “nel cuore della Chiesa” e la sua missione “per la vita del mondo”, in un intenso susseguirsi di momenti di preghiera, di riflessione, confronto e fraternità.

«La Chiesa di Roma vi accoglie con gioia»: con questo affettuoso benvenuto, mons. Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma, ha salutato le 170 partecipanti all’incontro. «Voi siete un segno concreto della Chiesa sposa che attende lo Sposo e anticipate l’esperienza della vita futura: mettete sempre nel cuore della Chiesa la nostalgia dell’Amato».

Il nuovo Collegamento con Mons. Cantoni e S.Eza Braz de Aviz

Il momento di approfondimento teologico è stato affidato alla prof.ssa Serena Noceti, che ha ricordato come l’identità dell’Ordo Virginum «si radica nella visione di Chiesa nel Concilio Vaticano II» e la sua «specificità» sta proprio nell’essere «custodi, nel frattempo della storia, della promessa d’amore di Gesù, Sposo dell’umanità», nell’essere un richiamo vivente «all’oltre e all’Altro» e «alla permanente conversione e riforma della Chiesa».
Mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Crema e delegato per l’Ordo Virginum della Commissione clero e vita consacrata, ha portato alle partecipanti all’incontro «l’abbraccio benedicente dei Vescovi italiani» e ha espresso vivo apprezzamento nei confronti di questa forma di vita consacrata, che deve sempre più essere «un segno dell’amore di Dio per tutti, con tenerezza, con impegno, con uno stile di presenza, con lo sguardo attento a intercettare le sfide pastorali di oggi», perché la “missione” é quella di «esserci. In nome della Chiesa».

Ad alcune consacrate, provenienti da diverse diocesi e da variegate esperienze professionali ed ecclesiali, è stato affidato il compito di condividere la propria testimonianza, segno della creatività dello Spirito Santo nell’unicità della risposta di ciascuna all’iniziativa d’amore di Dio. La centralità di Dio nel vissuto quotidiano, l’impegno nella costruzione di relazioni autentiche, l’esperienza di una solitudine “abitata”, il rispetto e la tenerezza nell’accogliere tutte le pieghe e le piaghe dell’umanità, la gioiosa tensione del “già e non ancora”: questi sono i tratti caratteristici di una quotidianità intessuta di lavoro e impegno, di silenzio e preghiera, dei piccoli e concreti gesti dell’amore. Sull’esempio di Maria, “donna feriale” e modello delle vergini.

Nutrita e paterna la presenza dei Vescovi all’incontro, segno dell’attenzione pastorale nei confronti di questa realtà ecclesiale: le celebrazioni liturgiche sono state presiedute da Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma, Mons. Raffaello Martinelli, Vescovo della diocesi Tuscolana, Mons. Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare di Roma, Mons. Romano Rossi, Vescovo della diocesi di Civita Castellana, p. Agostino Montan, già delegato per l’Ordo Virginum di Roma, e don Giuseppe Capsoni, docente di diritto canonico. Anche il Card. Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, ha voluto incontrare le consacrate per un momento di dialogo e gioioso confronto, in cui ha evidenziato soprattutto l’importanza di coltivare e custodire la fraternità.

L’incontro si è concluso sulle note della musica e sui passi delicati di suor Anna Nobili e della sua scuola di danza, per richiamare alla mente e al cuore la bellezza di danzare l’Amore nel quotidiano.

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