A Macerata si guarda al futuro: è su questo tema che qualche pomeriggio fa si sono ritrovati nell’aula consigliare del Comune i rappresentanti dei mezzi di comunicazioni locali sia della carta stampata come delle radio e del web, “per immaginare” quella che sarà la città del futuro.

Ad ascoltarli, in questo caso, erano gli amministratori comunali in primis nella persona del sindaco Romano Carancini con gli assessori Narciso Ricotta e MariKa Marcolini affiancati dal sociologo Massimiliano Colombi componente della squadra del lavoro di gruppo ImmoHit, insieme all’economista Marco Marcatili, all’esperto di tecnologie informatiche Emanuele Frontoni e Andrea Giaconi, che avrà il compito di fare sintesi e concretizzare il lavoro tecnico e progettuale.

Quest’incontro è inserito in un programma di ascolto in corso queste settimane da parte degli amministratori delle varie componenti sociali operanti sul territorio come associazioni culturali, di volontariato e sindacati. La riflessione si è articolata “immaginando” questa città nel futuro, sottolineandone le criticità e le opportunità: i punti di vista presi in considerazione sono quelli di chi vive e lavora a Macerata, delle persone che vengono a lavorare in questa città e non ci abitano e di chi viene a Macerata per interessi turistici.

Infine, il questionario chiede agli interlocutori quali scommesse da affrontare si possono mettere sul tavolo. Ovviamente dopo questa serie di incontri con le varie categorie i risultati della “campagna di ascolto” saranno resi noti il 9 marzo al teatro Lauro Rossi in un’assemblea aperta alla cittadinanza.

È un’occasione importante, come ha sottolineato il Sindaco, perché si possa sognare una “Macerata che sarà” con la partecipazione creativa e responsabile di tutti. È uno sforzo notevole di immaginazione “prevedere” una città che tra qualche anno avrà una configurazione demografica diversa dall’attuale. Se è vero che il 10% dei residenti nel nostro territorio è costituito da extracomunitari, probabilmente dovremmo costruire una città che preveda strutture adeguate a una presenza che aumenterà dando una fisionomia diversa alle strutture e alla vita sociale.

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